Questa sera parte l’edizione targata 2026 dell’Eurovision Song Contest, l’evento musicale live più seguito al mondo. Importante compleanno per quella che nacque come idea di un “festival della canzone europea”, giunto quest’anno alla sua 70ª edizione. Grande festa, grande impegno e grande spettacolo, purtroppo contraddistinto da polemiche e boicottaggi che riflettono sul concorso musicale — anche se così non dovrebbe essere — la crisi politica europea e internazionale.

Tutto ruota attorno alla presenza di Israele: nonostante il ritorno in gara di alcuni Paesi che negli ultimi anni avevano saltato l’appuntamento, i partecipanti si fermano a quota 35, uno dei numeri più bassi degli ultimi tempi.

L’Italia, rappresentata da Sal Da Vinci, porta sul palco della Wiener Stadthalle tutta la propria italianità. “Per sempre sì” è un brano di grandissimo successo e tra i più streammati del web: dopo la vittoria a Sanremo, Sal a Vienna sfiderà però un’agguerrita concorrenza. San Marino è in gara con una stella eurovisiva, Senhit, per la terza volta all’Eurovision Song Contest, accompagnata quest’anno da un’icona della musica internazionale: Boy George. Insieme, porteranno sul palco il brano “Superstar”.
Come da tradizione, l’Eurovision anche quest’anno si articola in due semifinali e in una finalissima: questa sera la Prima Semifinale, con 15 Paesi in gara; giovedì la Seconda Semifinale, con altri 15 Paesi; infine la finalissima, prevista per sabato 16 maggio.
L’Italia, in qualità di membro dei “Big”, questa sera si esibirà fuori concorso, essendo già qualificata di diritto alla finale insieme a Francia, Regno Unito, Germania e al Paese ospitante, l’Austria, che lo scorso anno ha vinto il contest grazie a JJ e alla sua “Wasted Love”.
Diversi artisti del passato eurovisivo, recente e meno recente, onoreranno questa edizione speciale attraverso momenti che, in gergo, vengono definiti “interval act”, distribuiti tra le du e semifinali e la “Grand Final”. Per quanto riguarda la gara, da segnalare la superstar australiana Delta Goodrem, che porta in gara “Eclipse”, e l’ipnotica proposta greca “Ferto” di Akylas: entrambi figurano tra i favoriti per la vittoria finale, dietro soltanto alla Finlandia del duo Linda Lampenius & Pete Parkkonen con “Liekinheitin”. Come suggeriscono già questi titoli, l’edizione 2026 è fortemente caratterizzata da proposte in lingua nazionale, elemento che continua a definire l’Eurovision come un’unione di musica e culture.
L’arena, che aveva già ospitato l’Eurovision del 2015, è stata allestita dal noto scenografo Florian Wieder, che si è ispirato alla Secessione viennese. La “green room”, ovvero lo spazio in cui siedono artisti e delegazioni durante la gara, sarà invece collegata direttamente al palco tramite una passerella ed è stata ideata con richiami al tradizionale “caffè viennese”, cultura riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
Conduttori delle tre serate saranno Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, volti molto noti della televisione austriaca. Il commento italiano sarà invece affidato al veterano Gabriele Corsi, affiancato quest’anno da Elettra Lamborghini, con dirette su Rai 2 per le semifinali e su Rai 1 per la finale di sabato.
Tutto è pronto, dunque, per quella che sarà ricordata come un’edizione davvero speciale: non soltanto per le celebrazioni legate alle 70 candeline, ma anche per gli strascichi di polemiche dovuti alla partecipazione di Israele. La Spagna, tra i Paesi più importanti della competizione e anch’essa membro dei “Big Five”, quest’anno per protesta non solo non parteciperà, ma non trasmetterà neppure la manifestazione sull’emittente nazionale. Presupposti che non fanno bene alla musica né all’unione che attraverso essa si crea, nel rispetto dello slogan permanente del concorso: “United by Music”.
(Foto di copertina: La Wiener Stadthalle, credits Enrico Picciolo)
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